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Posta Alzheimer: i sintomi nelle demenze parte seconda

 

 

Per comprendere i disturbi di decadimento neurologico, i sintomi nelle demenze, continuiamo l’esplorazione della base neurologica del nostro cervello.

Questo è un organo molto sofisticato, possiamo considerarlo una macchina molto specializzata dedicata ad elaborare tutti quei comportamenti necessari alla sopravvivenza ed alla riproduzione degli individui stessi, pensiamo alle funzioni vegetative o alle funzioni cognitive. Sede dell’aspetto, delicato e complesso da esplorare, della coscienza. L’aspetto che rende così unica ed irripetibile una persona.

Il cervello, l’encefalo si divide in maniera simmetrica tra emisfero destro e sinistro. Negli emisferi si distinguono diversi lobi cerebrali: frontale, parietale, temporale e occipitale. I differenti lobi sono specializzati nell’elaborazione di diversi tipi di informazione: il lobi frontali elaborano il linguaggio e le parti volontarie del comportamento, svolgono il lavoro più fine e articolato. Vedi Posta Alzheimer: i sintomi nelle demenze, lo evidenziavamo la volta scorsa.

I lobi parietali conservano le conoscenze semantiche che ciascuno di noi ha formato interagendo con il mondo (memoria associativa, anche se non si trova solo qui), i lobi temporali permettono l’elaborazione degli stimoli acustici ed è a servizio della memoria, i lobi occipitali si occupano dell’elaborazione degli stimoli visivi. Lobi temporali e occipitali intervengono tutte le volte che ci misuriamo con la percezione.

Sotto il lobo occipitale si trova un’altra struttura: il cervelletto. Le si riconosce il ruolo nel controllo motorio, è importante per le funzioni emotive e collabora in altre funzioni cognitive.

In questa macchina specializzata le informazioni vengono elaborate per poi venir veicolate in altre aree anche molto lontano nel corpo. Tali stimoli producono a loro volta una risposta o l’inizio di una ulteriore elaborazione che daranno vita ad altre azioni comunicate ad altre aree del cervello o in altri distretti corporei come organi o muscoli.

 

sinapsi

 

Mano a mano che il compito è più complesso perchè sia eseguito, le funzioni interessano diverse aree connesse tra loro. Ad esempio nel caso delle prassie, in neurologia si definisce prassia la capacità di compiere correttamente gesti coordinati e diretti a un determinato fine, le areee coinvolte riguardano la corteccia frontale e parietale.

Per elaborare una giusta attività per le persone con demenza è necessario comprendere come funzioniamo e individuare i passaggi mancanti nella loro elaborazione cognitiva. Questa comprensione può permetterci di capire come il nostro caro percepisce il mondo, dove nasce la “distorsione”, e aiutarlo a correggere il più possibile la sua comprensione e le sue strategie atte ad adattarvisi.

E’importante attivare per l’individuo affetto da demenza un percorso che lo faccia sentire considerato persona, restituirgli il piacere dello stare insieme, della relazione con l’atro.

Durante il percorso di attività con la persona, anche in soggetti fortemente deteriorati, si possono osservare atteggiamenti che sono indice di gradimento:

  • adesione all’invito;
  • diminuzione di comportamenti di agitazione psicomotoria;
  • attenzione a ciò che accade intorno;
  • produzione di risposte sia pur parziali od occasionali;
  • tendenza al sorriso e distensione del volto;
  • assenza di meccanismi di frustrazione derivanti dal confronto con le prestazioni migliori degl’altri;
  • dichiarazione di soddisfazione al momento del commiato.

Viceversa, possiamo anche osservare questi atteggiamenti indici di demotivazione:

  • distogliere lo sguardo dal compito;
  • alzarsi dal tavolo di lavoro;
  • chiedere di interrompere o interrompere l’attività;
  • interferire con il lavoro dei compagni del gruppo;
  • agire comportamenti aggressivi o autolesionisti;
  • non reagire ad alcuna stimolazione.

Per un operatore della stimolazione cognitiva è necessario progettare gli obiettivi da raggiungere, modellandoli sugli interessi e sul benessere della persona; gli stimoli ed il sostegno sulle funzioni residue; le proposte sulla stagionalità. Tutto questo, permette di costruire un percorso piacevole e interessante per la persona, i benefici acquisiti durante gli incontri si ripercuotono sull’umore della giornata. Importante anche ottenere il coinvolgimento dei familiari nel proporre a casa alcuni esercizi al proprio caro (15 min. al giorno).

Egualmente importante è la saluute e il benessere del familiare cargiver, soggetto più esposto a sentimenti di frustrazione e depressione per il progredire della malattia, fondamentale offrire il supporto che gli permetta di accrescere le competenze relazionali, comportamentali e gestionali della persona malata.

Continua a seguirmi o contattami al seguente indirizzo: info@sosdemenze.com

 

Bibliografia:

  • la riabilitazione nella demenza grave, Marina Boccardi Ed. Erickson
  • Alzheimer e riabilitazione cognitiva, Luciana Quaia Ed. Carocci Faber

 


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2 comments


  1. sono un o.s.s. interessata alle demenze in particolare Alzheimer…….lavoro in un centro diurno


    • francaforzati

      Ben arrivata Ombretta, spero che le informazioni che troverai su questo Sito possano essere interessanti per te ed aiutarti a coltivare la tua formazione.
      Grazie per il tuo messaggio, mi ha fatto piacere sapere che mi segui.
      A presto sentirti,
      Franca

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