fbpx
Scroll to top

Posta Alzheimer: quali tipi di demenze

 

 

Continuando il difficile discorso su cosa sono le demenze spesso i familiari mi domandano, cosa ha il loro caro, io cerco di rispondere chiedendo la diagnosi dei loro medici di riferimento e cercando di orientarli indico loro quali sono i principali tipi di demenze:

le cause della demenza sono molteplici: nel 10-20% dei casi la demenza è anche reversibile e quindi guaribile (se individuata repentinamente) perché secondaria ad una malattia organica diagnosticabile e trattabile fino alla completa guarigione.

Cause reversibili:

  • Demenze su base endocrino-metabolica
  • Demenza da trauma cranico
  • Demenza su base infettiva o tossica
  • Demenza su base carenziale

Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte ad una malattia cronica, perché indotta da malattie non risolvibili che hanno minato il campo molto tempo prima e destinate ad aggravarsi.

Le due principali cause, talora intrecciate tra loro, sono la patologia vascolare e quella degenerativa. Nel primo caso ci si riferisce alle problematiche del campo dell’arteriosclerosi ed entrano in gioco, quindi, i fattori di rischio delle altre malattie vascolari (iper-colesterolemia, diabete, ipertensione …), nel secondo ci riferiamo alla progressiva atrofia del cervello, determinata dalla degenerazione e dalla morte dei suoi elementi costitutivi: Malattia di Alzheimer, Demenza a corpi di Levy, Parkinson, Demenza fronto-temporale.

Quello che mi piace condividere con chi ho di fronte è il fatto che, se tali situazioni sono inguaribili non dobbiamo cadere nella frustrazione e limitare la cura al solo approccio clinico-farmacologico, anzi tutto questo ci obbliga ad un approccio alla malattia più ampio, in cui vengono utilizzate anche strategie non-farmacologiche, che coinvolgono necessariamente non solo la persona malata, ma anche tutti coloro che si prendono cura della persona colpita dalla patologia: coloro che, vengono definiti con il termine di “caregiver”.

Dare un nome alla malattia non è sufficiente per comprenderla e scegliere la cura giusta.  Individuato il grande problema è bene scomporlo e capire quali sono le aree del cervello coinvolte, quali sono i problemi che si dovranno affrontare e soprattutto quali sono le memorie che ci permettono di essere e di agire come ciascuno di noi è.

Qui , per chi ha voglia di approfondire dettagli più tecnici dell’anotomia del cerello e del suo funzionamento, il documento da cui ho estratto l’immagine qui sotto:

 

 

Invece per comprendere meglio come funzionano i nostri tipi di memorie rimando ad un articolo scritto molto chiaramente Qui il link

Scoperte le diverse funzioni della memoria, domandiamoci come abbiamo fatto a metterci dentro così tante informazioni: è attraverso l‘apprendimento, cioè la capacità del cer­vello di imparare dall‘esperienza che abbiamo registrato nelle memorie, tutto ciò che poteva essere utile per interagire con le persone e con il nostro ambiente e la nostra società.

Anche in queste patologie, le memorie non si “guastano” tutte insieme, lavorando con le forme di memoria che sono ancora utilizzabili, abbiamo dunque molto da fare per rallentare e limitare il più possibile il loro decadimento e consentire alla persona il migior benessere possibile.

Un piccolo accorgimento: quando avviciniamo il nostro caro che ha problemi di memoria per proporgli un esercizio di stimolazione cognitiva. Osserviamolo sempre la persona prima di iniziare, anche se stiamo proponendo un’attività che in altre occasioni si è mostrata piacevole, quel giorno la persona potrebbe essere nervosa ed agitata e non gradire un ulteriore stimolo stressante come gli esercizi per la memoria. E’ meglio lasciar perdere, cercare di capire cosa la agita e proporre un’attività differente: uscire a camminare, stimolare osservazioni differenti, coinvolgerla in una mansione che le sia semplice e che possiamo fare insieme.

Interveniamo sempre con proposte che siano esercizi motivanti e piacevoli, il più possibile simili ad uno svago.

La prossima volta parleremo di questo, continua a seguirmi!

Qui di seguito puoi trovare alcune proposte per rimanere in contatto e ricevere piu informazioni.


Se vuoi restare in contatto con me o farmi una domanda diretta ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter “ Direzione Alzheimer ( è gratuita e ti arriva ogni venerdì mattina nella tua casella di posta elettronica.

Ti scrivo ogni settimana e trovi approfondimenti di articoli, notizie, consigli e risorse utili.


Se invece senti l’esigenza di supporto per te o per la tua famiglia, possiamo analizzare del tuo momento “debole” e verificare insieme come affrontarlo.

Io ci sarò, a te basterà prenotare un’ora su skype. Scrivimi qui ti arriveranno tutte le informazioni per fissarci un incontro.

1 comment

Scrivi un commento