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Posta Alzheimer: quali tipi di demenze

 

 

Lavorando nella gestione delle sindromi di demenza spesso i familiari mi domandano, cosa ha il loro caro, io cerco di rispondere chiedendo la diagnosi dei loro medici di riferimento.

Nella diagnosi del medico che ha analizzato i sintomi e gli aspetti clinici viene sempre indicata, o quanto meno sospettata, la natura della sindrome di demenza.

SUPPORTARE I FAMILIARI

I familiari o la persona che riceve la diagnosi di sindrome di demenza, non sempre sono pronti a recepire tutto quello che i medici spiegano loro, per questo è necessario ripetere e cercare di orientarli con parole semplici rispetto le difficoltà che dovranno affrontare, soprattutto ascoltare quello che sanno già, le loro ansie e timori e cercare di scoprire insieme le risorse di cui dispongono che è possibile mettere in campo.

DEMENZE PRIMARIE E SECONDARIE

le cause della demenza non sono ancora note, si conoscono alcuni meccanismi e la ricerca continua ad andare avanti: nel 10-20% dei casi la demenza è anche reversibile e quindi guaribile (se individuata repentinamente) perché secondaria ad una malattia organica diagnosticabile e trattabile fino alla completa guarigione.

DEMENZE SECONDARIE – CAUSE REVERSIBILI

  • Demenze su base endocrino-metabolica
  • da trauma cranico
  • su base infettiva o tossica
  • Demenza su base carenziale

DEMENZE PRIMARIE – CAUSE NON REVERSIBILI

Purtroppo, però, nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte ad una malattia cronica, perché indotta da malattie non risolvibili che hanno minato il campo molto tempo prima e destinate ad aggravarsi.

CAUSE MAGGIORI

Le due principali cause, talora intrecciate tra loro, sono la patologia vascolare e quella degenerativa. Nel primo caso ci si riferisce alle problematiche del campo dell’arteriosclerosi ed entrano in gioco, quindi, i fattori di rischio delle altre malattie vascolari (iper-colesterolemia, diabete, ipertensione …), nel secondo ci riferiamo alla progressiva atrofia del cervello, determinata dalla degenerazione e dalla morte dei suoi elementi costitutivi: Malattia di Alzheimer, Demenza a corpi di Levy, Parkinson, Demenza fronto-temporale.

LA CURA ALLA DEMENZA RICHIEDE UN APPROCCIO SISTEMICO

Quello che mi piace condividere con chi ho di fronte è il fatto che, se tali situazioni sono inguaribili non dobbiamo cadere nella frustrazione e limitare la cura al solo approccio clinico-farmacologico, anzi tutto questo ci obbliga ad un approccio alla malattia più ampio, in cui vengono utilizzate anche strategie non-farmacologiche, che coinvolgono necessariamente non solo la persona malata, ma anche tutti coloro che si prendono cura della persona colpita dalla patologia: coloro che, vengono definiti con il termine di “caregiver”.

Dare un nome alla malattia non è sufficiente per comprenderla e scegliere la cura giusta. Individuato il grande problema è bene scomporlo e capire quali sono le aree del cervello coinvolte, quali sono i problemi che si dovranno affrontare e soprattutto quali sono le memorie che ci permettono di essere e di agire come ciascuno di noi è.

IL CERVELLO

Noi esseri umani siamo così complessi e lo studio del nostro encefalo è tutt’ora in fermento. Individuata un’area deputata ad una funzione specifica bisogna poi capire attraverso quali circuiti si relazioni alle altre ed agli input che arrivano alla sua attenzione ed elaborazione.

Nel documento da cui ho estratto l’immagine qui sotto, potete trovare un attento lavoro sulle aree cerebrali e le funzioni a cui sono deputate. per chi abbia voglia di approfondire dettagli più tecnici dell’anotomia del cervello e del suo funzionamento :

 

 

QUANTI TIPI DI MEMORIA

memòria s. f. [dal lat. memoria, der. di memorŏris «memore»]. – 1. a. In generale, la capacità, comune a molti organismi, di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte.

Memoria sensoriale, Memoria a breve termine e Memoria a lungo termine.

Scoperte le diverse funzioni della memoria, domandiamoci come abbiamo fatto a metterci dentro così tante informazioni: attraverso l’apprendimento.

Il cervello ha la capacità di imparare dalle esperienze, e registrare nelle memorie tutto ciò che può essere utile per interagire con le persone, con il nostro ambiente e la società.

In queste patologie, le memorie non si “guastano” tutte insieme, lavorando con le forme di memoria che sono ancora utilizzabili, abbiamo dunque molto da fare per rallentare e limitare il più possibile il loro decadimento e consentire alla persona il migior benessere possibile.

DOVE SONO I MIEI RICORDI

Nel mio lavoro mi occupo di percorsi per il trattamento alla persona con demenza, sappiamo bene che ancora non vi è cura efficace e che le terapie di stimolazione e sostegno sono comunque consigliate.

Le abilità cognitive e funzionali ancora intatte vanno stimolate per essere conservate, così le abilità sociali, dando modo di preservare il più a lungo possibile l’autonomia della persona e la gestione del quotidiano.

Sicuramente molto si può fare in famiglia, ma l’approccio di un professionista che proponga attività mirate e personalizzate per la persona con demenza è sempre consigliabile.

COSA E’ POSSIBILE FARE IN FAMIGLIA

Nel mio lavoro per stimolare la memoria nelle persone con demenza consiglio l’utilizzo di foto di famiglia che siano significative di momenti vissuti insieme, dove la persona può esprimere le sue emozioni. Oltre le foto di famiglia anche i brani muscali hanno il potere di rievocare facilmente momenti piacevoli o la capacità di ricordarne i testi.

IL PRIMO PASSO E’ OSSERVARE, ASCOLTARE

Un piccolo accorgimento, quando avviciniamo il nostro caro che ha problemi di memoria per proporgli un esercizio di stimolazione cognitiva.

Osserviamo sempre la persona prima di iniziare, anche se stiamo proponendo un’attività che in altre occasioni si è mostrata piacevole, quel giorno la persona potrebbe essere nervosa ed agitata e non gradire un ulteriore stimolo stressante come gli esercizi per la memoria.

Non insistere, cerca di capire cosa la agita e proponi un’attività differente:

  • uscire a camminare,
  • stimolare osservazioni differenti,
  • coinvolgila in una mansione che le sia semplice e che si possia fare insieme.

Interveniamo sempre con proposte che siano esercizi motivanti e piacevoli, il più possibile simili ad uno svago.

Se vuoi approfondire come funzionano i nostri tipi di memorie ho trovato per te un articolo scritto molto chiaramente puoi leggerlo sul sito di State of Mind “Memoria cos’è come funziona”.

 


SOS PARLIAMO ON LINE

Quello che mi capita spesso di vedere è la frustrazione e l’isolamento vissuto dai familiari delle persone con demenza. Un isolamento che li annienta ed immobilizza, compromette ed accellera il decorso della malattia,

Ricevere la diagnosi di demenza o affrontare il cambiamento che questo comporta nella vita e nella famiglia porta ad una grande confusione. Puoi vivere momenti di vero sconforto, aver bisogno di un confronto e suggerimenti.

Ti propongo di sentirci in videochiamata on line (utilizzando Skype oppure Facebook), per la consulenza sul tuo caso, la consultazione on line non si sotituisce al parere del tuo medico specialista, ma valutiamo insieme come fare chiarezza sulla tua situazione e quali risorse puoi mettere in campo per migliorarla.

Io ci sarò, a te basterà prenotare un’ora on line. Scrivimi qui indicando in oggetto: SOS PARLIAMO ON LINE ti arriveranno tutte le informazioni per fissarci un incontro.

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