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Posta Alzheimer: Perché Comunità demenza friendly?

Posta Alzheimer: Perché Comunità demenza friendly?

 

 

Comunità “demenza friendly” ovvero: “Comunità amiche delle persone con demenza”.

Le Comunità amiche della demenza sono cittadine in cui gli anziani con alterazioni della memoria, del pensiero, dell’orientamento, della personalità (per un processo degenerativo delle cellule cerebrali), sono di fatto capiti, rispettati, aiutati dall’intera popolazione. I cittadini tutti, dai funzionari pubblici ai commer­cianti ai passanti per la strada, collaborano a far sentire i malati e i familiari a proprio agio, scongiurando:

  • stigma
  • senso di insicurezza
  • emarginazione
DOVE NASCONO LE COMUNITA’ DEMENZA FRIENDLY

Le prime esperienze di “Dementia friendly community” sono state realizzate in Giappone (2004), nel Regno Unito (dal 2012) e poi a seguire Australia, Canada, India, Indonesia, Irlanda, Olanda, Scozia e Sri Lanka.

In Gran Bretagna sono state superate le 230 Dementia friendly community e l’esperienza del Regno Unito fa da guida per le prime cittadine italiane Dementia friendly.

L’ ITALIA COME LA PENSA

In Italia a giugno 2019 sono oramai 24 le cittadine diventate Comunità amiche della demenza: Abbiategrasso (Milano), Giovinazzo (Bari), Val Pellice (Torino), Conegliano (Treviso), Scanzorosciate (Bergamo), Albino (Bergamo), Tradate (Varese), e stanno aumentando.

Siamo agli inizi, perché è consigliabile adeguarci in fretta?

QUALCHE RIFLESSIONE

l’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo.

In Italia si stimano circa 168 anziani ogni 100 giovani (dati ISTAT al 1 gennaio 2018).

Nel 2050, tanto per dare un’idea di quello che accadrà, ci saranno 74 persone con oltre 65 anni ogni cento persone con un’età tra i 20 e i 64 anni (proiezione dati OCSE).

LA RETE SOCIOASSISTENZIALE

Sempre rispetto la ricerca dell’ISTAT emerge che la rete di sostegno sociale percepita dalla popolazione è totalmente insufficiente. La misurazione della percezione del sostegno sociale si basa su un indicatore condiviso a livello europeo, chiamato ”Overall perceived social support” che sintetizza tre fattori:

  • la rete di sostegno sociale,
  • il grado di solitudine e di isolamento,
  • la presenza di sostegno pratico del vicinato.

La percezione del sostegno sociale è legata al benessere fisico ed al benessere psicologico delle persone. I temi dell’isolamento e della solitudine, potenzialmente comuni a tutte le fasce di età, diventano considerevoli per le persone che incorrono in fragilità nei seguenti settori:

  • salute,
  • età avanzata,
  • particolarità del luogo di residenza,
  • struttura familiare.

Secondo l’Overall perceived social support il sostegno sociale percepito in Italia risponde a questi valori:

  • il 27,7% percepisce un sostegno forte;
  • il 17,2% si sente privo o quasi di sostegno (sostegno debole);
  • il 55,1% percepisce una posizione intermedia.

Alla luce di questi dati statistici possiamo provare ad immaginarci quale confortante realtà possa rappresentare una città demenza friendly per la persona con demenza ed i suoi familiari.

COME DIVENTI CITTA’ DEMENTIA FRIENDLY

Nascono progetti per adattare i luoghi con opere per superamento delle barriere architettoniche, progetti specifici pensati per includere anche i più fragili, luoghi di incontro e attività, percorsi e passeggiate protette, trasporti accessibili, ambienti favorevoli, informazione alla cittadinanaza, nelle scuole, ai negozanti e al personale dei pubblici servizi.

La ‘missione’ affidata alle cittadine amiche delle demenze è quella di facilitare il processo di cambiamento sociale che possa rendere le iniziative pubbliche, gli spazi e le relazioni sociali, vivibili anche per le persone con demenza.

Una comunità “demenza friendly” tende ad innalzare il livello di consapevolezza rispetto la demenza come malattia e rispetto la relazione empatica per la persona che ne è affetta, mettendo al centro la solidarietà e i diritti umani della persona.

LE PERSONE SONO LA RETE CHE SI PRENDE CURA

Creare a rete che possa coinvolgere le persone con demenza vuol dire avviare un processo in cui sono coinvolte in maniera attiva: le associazioni, le figure professionali, le istituzioni e ovviamente le diverse generazioni che costituiscono la cittadinanza

Il progetto si basa su un protocollo messo a punto in Gran Bretagna dall’Alzheimer’s Society, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa, che ha scelto la Federazione Alzheimer come interlocutore unico per l’Italia.

Aiutare a vedere nell’altro prima di tutto la persona. Essere solidali verso le persone colpite dalle demenze può solo migliorare le condizioni di tutti.

A livello scientifico diverse ricerche, anche italiane, rivolte al potenziamento delle funzioni cognitive dimostrano la validità dell’approccio psico-sociale per conservare una buona qualità della vita nell’età anziana. Per psico-sociale si intende un “allenamento” per il mantenimento di salute, qualità della vita e benessere, nella fase dell’invecchiamento e in assenza di patologie cognitive.

BENEFICI PER TUTTI

In definitiva, i benefici attivati nelle Comunità demenza friendly saranno fruibili da tutta la cittadinanza anziana, anche in assenza di patologie cognitive.

Cose che sembrano molto complicate se scomposte, contengono passaggi semplici godibili da tutta la comunità.

Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.

(Antoine de Saint-Exupery)

 


SOS PARLIAMO ON LINE

Quello che mi capita spesso di vedere è la frustrazione e l’isolamento vissuto dai familiari delle persone con demenza. Un isolamento che li annienta ed immobilizza, compromette ed accellera il decorso della malattia,

Ricevere la diagnosi di demenza o affrontare il cambiamento che questo comporta nella vita e nella famiglia porta ad una grande confusione. Puoi vivere momenti di vero sconforto, aver bisogno di un confronto e suggerimenti.

Ti propongo di sentirci in videochiamata on line (utilizzando Skype oppure Facebook), per la consulenza sul tuo caso, la consultazione on line non si sotituisce al parere del tuo medico specialista, ma valutiamo insieme come fare chiarezza sulla tua situazione e quali risorse puoi mettere in campo per migliorarla.

Io ci sarò, a te basterà prenotare un’ora on line. Scrivimi qui indicando in oggetto: SOS PARLIAMO ON LINE ti arriveranno tutte le informazioni per fissarci un incontro.

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