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Posta Alzheimer: cosa sono le demenze

 

 

 

 

La figlia di Giovanna mi chiede cosa succede nella mente di chi ha un inizio di Demenza.

Le chiedo di guardare insieme i referti medici della signora Giovanna: demenza vascolare.

Giovanna è una signora dolce e minuta, la sua casa è pulitissima, la polvere non ha il tempo di poggiarsi sui mobili, sempre efficiente nei lavori domestici, ha cominciato ad isolarsi dalle amicizie da cui si sente derisa: le orecchie mi fischiano e non capisco cosa dicono. Evita di uscire per non sentire quel disorientamento nel percorrere luoghi familiari: hanno cambiato i negozi. Per non dover contare con i soldi: prima devo cambiare gli occhiali, non vedo più bene.

Mi dice: “Mica sono proprio così malata, ancora sono in grado di fare da sola. Se poi avessi bisogno la chiamo, ci siamo conosciute, la chiamo”.

Perché il disturbo di Giovanna è definito Demenza, cosa significa?

Con il termine “demenza” si indica un insieme di sintomi che comportano l’alterazione delle funzioni cognitive, della personalità e del comportamento.

Si intende, cioè, un impoverimento progressivo delle capacità mentali come conseguenza di una patologia e non del normale processo di invecchiamento. La demenza rappresenta una delle principali cause di disabilità e di disagio sociale per il mondo occidentale.

Le demenze sono reversibili ed irreversibili. Quelle irreversibili si dividono in:

malattia del morbo di Alzheimer, demenza vascolare, demenza a corpi di Lewy, demenza frontotemporale, demenza da morbo di Parkinson.

Le Demenze degenerative o la malattia di Alzheimer colpiscono ogni singola persona in maniera differente e nella maggior parte dei casi il decorso è relativamente lento: inizialmente i sintomi possono essere così lievi da passare inosservati, ma con il progredire della patologia diventano sempre più evidenti e cominciano a interferire con le attività quotidiane e le relazioni sociali. Il danno è permanente e progredisce continuando ad aggravare le funzioni cerebrali.

Generalmente il deficit cognitivo iniziale è rappresentato dalla perdita della memoria a breve termine (con l’evolversi della patologia si perdono anche i ricordi più “vecchi”), successivamente si manifesta la perdita della cognizione del tempo e dei luoghi. In particolare, compare l’incapacità a effettuare azioni finalizzate, come vestirsi o usare oggetti di uso comune, difficoltà a esprimersi, incapacità di scrivere, di riconoscere i simboli della scrittura e di eseguire operazioni aritmetiche anche semplici, difficoltà nel riconoscere gli oggetti e i volti. Sono inoltre frequenti deficit visivospaziali (incapacità di giudicare distanze, profondità, definizione dei contorni, velocità di spostamento), alterazioni dell’umore, disturbi del comportamento (deliri paranoidei, allucinazioni e illusioni uditive e acustiche), tendenza alla disinibizione sessuale con perdita dei freni inibitori, marcate alterazioni del ritmo sonno-veglia e disturbi delle funzioni motorie.

Come in altre patologie neurodegenerative la diagnosi precoce è molto importante in quanto permette al paziente di pianificare il suo futuro quando è ancora in grado di prendere decisioni. Chi soffre di demenza o della malattia di Alzheimer ha diritto al riconoscimento dell’invalidità e dello stato di handicap; di conseguenza il malato e i suoi familiari possono usufruire delle forme di sostegno previste, come il permesso di sosta auto per invalidi, la riduzione dell’orario di lavoro, la pensione di invalidità civile, l’indennità di accompagnamento e l’esenzione dei ticket sanitari.

La persona affetta da Demenze o Morbo di Alzheimer ha immediata necessità di alcuni approfondimenti urgenti e significativi che spettano al Servizio Sanitario Nazionale (SSN):

  • la precoce identificazione della malattia;
  • la valutazione complessiva dei bisogni sanitari, anche di quelli dovuti a fattori o patologie coesistenti;
  • la definizione di procedure conformi al SSN di gestione del paziente;
  • lo sviluppo, il monitoraggio e la verifica attraverso il sistema assistenziale nazionale che includa i servizi territoriali e quelli specialistici.

Lungo il decorso della malattia è sempre comunque possibile porsi obiettivi terapeutici specifici per rallentare l’evoluzione della malattia e migliorare alcuni dei sintomi più disturbanti. Il trattamento della demenza comprende interventi farmacologici e non farmacologici, rivolti non solo al controllo dei deficit cognitivi, ma anche alla cura dei sintomi non cognitivi, delle malattie coesistenti, al miglioramento dello stato funzionale, o mirati a fornire un supporto al paziente e alla famiglia durante il decorso della malattia.

 


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