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Posta Alzheimer: Come parlare al tuo caro smemorato

 

Non sempre le persone con demenza sono in grado di chiedere ciò di cui hanno bisogno: rassicurazione, attenzione o contatto sociale.

“Sono un essere Umano! Non puoi trattarmi così.”

Modificare l’atteggiamento di chi si prende cura è fondamentale per restituire al proprio caro la giusta attenzione e sensazione di contatto sociale ed attenzione e molto spesso basta aggiungere poco al tanto che già viene fatto, semplicemente per restituire a chi si prende cura ed al proprio caro a cui la cura si presta, dignità e senso di rispetto.

Nel caso di Renato che si occupa della moglie Giovanna con la demenza ad uno stato grave, la routine che riguarda sollevarla e cambiarla, cambiarle posizione nel letto per prevenire la formazione di piaghe da decubito un articolo ben scritto sul Sito del servizio Sanitario della Regione Emilia Romagna “Prevenzione delle lesioni da decubito”, spesso diventa un ripetersi silenzioso di azioni che non coinvolgono, se non come “oggetto” Giovanna.

Come riporta nel suo libro “Riconsiderare la demenza” Tom Kitwood: Le persone con demenza mostrano spesso un palese e disperato bisogno d’amore. I bisogni sono più ovvi nelle persone con demenza, che sono di gran lunga più vulnerabili e generalmente meno capaci di assumere iniziative che potrebbero portare al loro soddisfacimento. Lo schema di bisogno varia a seconda della personalità e della storia personale, e spesso l’intensità del bisogno manifesto aumenta con il progredire del deterioramento cognitivo.

Considerando i principali bisogni  psicologici delle persone con demenza, in maggior dettaglio:

Attaccamento, Conforto, Identità, Essere occupati, Inclusione = AMORE

 

Come fare per migliorare le attenzioni di cura e comunicare con la persona affetta da demenza?

Costruire insieme alla persona la comunicazione possibile:

  • Salutare sempre entrando nella stanza per attirare l’attenzione della persona;
  • Permettersi 30 secondi di conversazione con la persona che andremo ad accudire;
  • Conversare anche se la persona non può rispondere. Si può parlare di altri cari, del tempo o di cosa succede nel mondo;
  • Descrivere prima, cosa si sta per fare;
  • Nel fare, descrivere cosa si sta facendo, ricordare che la cosa ripeterà, dirgli quando;
  • Va data una risposta ad ogli verbalizzazione della persona, anche se non comprensibile.

Tutto questo comporta che ogni volta si entri nella stanza, bisogna:

  • Guardare la persona;
  • Fornire alla persona una risposta visiva;
  • Parlare lentamente, con calma. Rassicurare;
  • Parlare con la persona anche se si entra nella stanza per pulire o riporre qualcosa.

 


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